La diminuzione degli estrogeni in circolo richiede circa due anni per assestarsi ai valori tipici della menopausa. Sono gli anni che precedono l’ultima mestruazione.
I sintomi vasomotori, le famigerate caldane, e l’ultima mestruazione sono una sveglia per la consapevolezza dei cambiamenti che seguono la perdita di estrogeni. E’ un lento, molto lento inizio, di quello che sarà l’assetto ormonale e metabolico degli anni successivi. Le limitazioni fisiche in arrivo non sono piacevoli: dalle caldane all’atrofia, dall’osteoporosi all’incontinenza, dall’insonnia alle alterazioni metaboliche…
La cosa buona è che ci vorranno anni prima che tutti questi guai diventino stabili. Così Madre Natura ci viene in aiuto. Per noi ha preparato due segnali inequivocabili per dare la sveglia: le caldane e la scomparsa del ciclo.
La sveglia è suonata, bisogna agire!
Cioè bisogna che ciascuna persona modifichi un po’ in suo stile di vita per alleviare i guai che prima o poi arriveranno. Le misure da prendere sono sempre le stesse: migliorare l’alimentazione per contrastare l’aumento di peso, il diabete e le alterazioni metaboliche; incrementare l’attività fisica per favorire la fissazione del calcio, contrastare la perdita di massa muscolare, mantenere una postura efficace ed evitare le cadute.
Occhio alla postura… la MSM porta guai!
Musculoskeletal Syndrome of Menopause. E’ nome nuovo per un problema vecchio, l’indebolimento del sistema muscolo-tendine-articolazione che peggiora la mobilità. Questo ci porta a parlare di una condizione nota da sempre ma che è stata ribattezzata di recente. Descrive i sintomi che colpiscono le articolazioni muscolo scheletriche nell’invecchiamento
Cosa provoca la Sindrome Muscolo-Scheletrica (MSM) ?
Gli estrogeni contribuiscono al mantenimento della massa muscolare e della struttura ossea, Quando mancano, diminuisce la densità ossea e la massa muscolare. Osso e muscolo si indeboliscono e non lavorano più con la forza e la flessibilità di un tempo.
Come si presenta?
I sintomi sono: dolore alle articolazioni, minor flessibilità dei movimenti e minor potenza del lavoro muscolare, quindi maggior stancabilità e minor efficacia nei movimenti.
La postura
La maggior fragilità si ha per la postura incerta che provoca fratture, tanto difficili da risolvere negli anziani.
Come si può diminuire questo rischio?
Con l’attività fisica costante e guidata. La camminata attiva e gli esercizi dolci, come possono essere nel nordic walking, nello yoga e nei pilates, aiutano a mantenere il fisico attivo, ma soprattutto aiutano a mantenere l’allerta e la consapevolezza della fragilità e a scongiurare le cadute per movimenti azzardati e per disattenzione.
Che c’entra la MSM con il sesso?
C’entra tanto!!! i dolori alla colonna lombare e all’articolazione del femore impediscono di prendere le posizioni giuste per l’amore. E questa è una limitazione tremenda.